Il progetto Grand Paris Express continua ad attirare l’attenzione della stampa e a dettare gli standard tecnologici e metodologici per il settore del tunneling e della geotecnica. Recentemente, un nuovo capitolo di questa imponente sfida ingegneristica è stato scritto. Webuild e NGE (Nouvelles Générations d’Entrepreneurs, quarto gruppo francese nel settore delle costruzioni) hanno presentato in Italia la TBM ricondizionata, destinata allo scavo del Lotto 2 della Linea 15 Ovest.
L’elemento di maggiore interesse per gli addetti ai lavori risiede, oltre che nelle sue dimensioni, anche nel suo ciclo di vita. La talpa meccanica è stata infatti completamente ricondizionata, una scelta industriale che pone l’economia circolare al centro della strategia di cantiere.
Rigenerazione tecnica e continuità operativa
La TBM, caratterizzata da una testa fresante con un diametro di 9,86 metri e una lunghezza complessiva che supera i 100 metri, non è nuova alle geologie parigine. L’unità è stata precedentemente impiegata dal consorzio Webuild-NGE per la realizzazione del Lotto 2 della Linea 16.
Il processo di ricondizionamento è stato affidato a WEM (Webuild Equipment & Machinery), la società specializzata del Gruppo Webuild, che ha operato un intervento di rigenerazione totale per adeguare la macchina ai requisiti tecnici specifici previsti per il nuovo appalto da 1,38 miliardi di euro. Questo approccio naturalmente ottimizza i costi, riducendo al tempo stesso l’impronta carbonica del progetto. Da non dimenticare per anche l’alto livello di know-how raggiunto nella manutenzione straordinaria di attrezzature strategiche complesse.
Sfide costruttive: FRC e logistica fluviale
Il tracciato di 7 km che collegherà le stazioni di Bécon-les-Bruyères e Saint-Denis-Pleyel richiederà precisione di scavo millimetrica e una gestione avanzata dei materiali. Uno dei punti di forza tecnici del progetto risiede nel rivestimento della galleria: dei circa 23.000 conci previsti, ben il 79% sarà realizzato in calcestruzzo fibrorinforzato (FRC – Fibre Reinforced Concrete).
L’impiego di FRC rappresenta una soluzione d’avanguardia che permette di dimezzare la quantità di armatura metallica tradizionale necessaria, migliorando, secondo quanto dichiarato dal consorzio, la resistenza e la durabilità del rivestimento nel lungo periodo. Per i professionisti del settore, questo dato conferma la tendenza verso materiali compositi di nuova concezione, capaci di coniugare performance strutturale e sostenibilità.
Sul fronte della gestione dello smarino, il progetto prevede l’estrazione di circa 500.000 m³ di materiali. La sfida geotecnica si affianca a una logistica imponente: l’80% delle terre scavate sarà reimpiegato. Inoltre, il trasporto dei materiali verso i siti di conferimento avverrà via fiume, una soluzione che permetterà di evitare l’immissione su strada di circa 64.000 camion, riducendo drasticamente l’impatto ambientale e la congestione del traffico urbano nell’area dell’Île-de-France.
Il contesto: la futura Linea 15
La Linea 15 è destinata a diventare l’asse portante della mobilità parigina, configurandosi come la metropolitana più lunga di Francia. Attraverserà 45 comuni e 4 dipartimenti e garantirà un’interconnessione quasi totale (95%) con la rete esistente, tra cui RER, Transilien e tram.
Webuild e NGE consolidano così una partnership che le ha già viste protagoniste nel prolungamento della Linea 14 fino all’aeroporto di Orly e nei lavori della Linea 16. Con una forza lavoro globale che per Webuild tocca le 95.000 unità e un track record di oltre 3.400 km di gallerie realizzate, l’expertise messa in campo nel Lotto 2 della Linea 15 Ovest rappresenta lo stato dell’arte del settore.
La TBM sarà ora smontata e trasferita nei cantieri di Parigi, con l’inizio delle attività di scavo previsto per il mese di settembre. Un appuntamento cruciale per il comparto, che osserverà da vicino l’efficienza di questa “seconda vita” tecnologica in uno dei sottosuoli più complessi d’Europa.













