IATT e UNI mettono a disposizione degli operatori trenchless un nuovo riferimento tecnico per la gestione dei fluidi e dei fanghi bentonitici. La UNI/PdR 196:2026, pubblicata il 13 luglio con il titolo “Linee guida e raccomandazioni per la gestione dei fluidi e dei fanghi bentonitici nelle lavorazioni trenchless”, nasce per portare maggiore uniformità in ambito di cantieri TOC/HDD, microtunnelling e più in generale nelle opere senza scavo.
Il documento è stato elaborato dal tavolo UNI/PdR condotto da UNI con il contributo di specialisti provenienti da imprese, produttori, università e operatori della filiera. Hanno partecipato per Snam Rete Gas, Stefano Amenta, project leader, e Tommaso Cantamesse. Il gruppo era formato anche da Andrea Benato (Batitunnel Italia), per Vermeer Italia, Alessandro Cestaro, Maurizio Cosentini e Claudio Traversi per Laviosa Spa, Mohamed Daba per Cemir Srl, Franco Frezza, Federico Gennaretti e Michele Russo per Getech Srl e Diego Sebastiani per GEEG e Sapienza Università di Roma.
La prassi raccoglie indicazioni e raccomandazioni per affrontare in modo più ordinato la gestione dei fluidi nelle lavorazioni di perforazione orizzontale controllata e nelle altre applicazioni trenchless. Il documento chiarisce come impostare il tema lungo l’intero ciclo di lavoro, dalla scelta della bentonite alla preparazione del fluido, fino ai controlli in cantiere, alla separazione del fango e alla gestione dei materiali di risulta.
Il valore della UNI/PdR 196 riguarda soprattutto la possibilità di avere un riferimento comune tra imprese, progettisti, specialisti, committenti e stazioni appaltanti.La nuova prassi porta la gestione dei fluidi e dei fanghi bentonitici dentro una logica di pianificazione più strutturata, richiamando buone pratiche da adottare già nella progettazione dell’opera e poi durante l’esecuzione e la gestione dei materiali di risulta. Questo consente di chiarire prima quali fluidi utilizzare, quali controlli prevedere, come documentare le attività e quali soluzioni adottare per ridurre criticità tecniche, ambientali e logistiche.

La UNI/PdR 196 dedica una parte al quadro normativo e alla classificazione dei materiall, con particolare attenzione alla bentonite e agli additivi impiegati per modificare le caratteristiche dei fluidi o per supportare i processi di separazione. L’obiettivo è rendere più chiara la lettura delle schede tecniche e delle informazioni di sicurezza dei prodotti commerciali, evitando interpretazioni disomogenee tra chi progetta, chi esegue e chi controlla.
Un altro tema centrale riguarda le caratteristiche dei fluidi di perforazione e il loro comportamento nelle diverse condizioni applicative. La prassi descrive il ruolo dei fluidi nel sostegno dello scavo, nella rimozione del materiale perforato, nel raffreddamento degli utensili e nella lubrificazione. Allo stesso tempo richiama l’importanza della qualità dell’acqua di preparazione, delle condizioni geologico-geotecniche e della tecnologia adottata, perché questi fattori possono modificare il comportamento del fango durante l’avanzamento.
Il documento affronta poi i controlli da svolgere in laboratorio e in cantiere. Le indicazioni riguardano sia la bentonite in polvere sia il fluido generato, con verifiche periodiche da modulare in base alla complessità dell’opera, alla quantità di fluido impiegato e ai cambiamenti litologici incontrati durante la perforazione. La prassi propone anche una scheda di monitoraggio per registrare i controlli eseguiti e tenere traccia di eventuali scostamenti rispetto ai valori previsti dal progetto o dal capitolato.
La parte finale entra nella gestione del processo di separazione e dei materiali di risulta. Nei cantieri trenchless il fluido, dopo aver raccolto terreno e detriti, deve essere trattato per recuperare la parte riutilizzabile e ridurre i volumi da smaltire. La PdR descrive le principali tecnologie di separazione solido-liquido e distingue tra alleggerimento del fango, finalizzato al riuso nel ciclo di perforazione, e disidratazione del fango esausto, utile per ridurre acqua, ingombri e costi di gestione.
Rispetto al passato, la novità consiste nella disponibilità di un documento unitario che mette insieme aspetti tecnici, ambientali, operativi e documentali. La prassi non sostituisce il progetto né le valutazioni specifiche del singolo cantiere, ma offre una base condivisa per impostare capitolati, procedure, controlli e interlocuzioni con committenti e contractor.
Il testo completo della UNI/PdR 196:2026 è disponibile gratuitamente sul sito UNI, previa registrazione, a questo indirizzo.














