giovedì, Marzo 19, 2026

Patentini nei cantieri di fondazione, controlli straordinari di ANAC su 1.800 imprese OS21

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L’Autorità Nazionale Anticorruzione (ANAC) ha avviato un’ampia attività ispettiva sulla categoria OS21, relativa alle opere strutturali speciali, coinvolgendo circa 1.800 imprese. L’iniziativa, partita nell’ottobre 2025, nasce dal sospetto di pratiche elusive nel sistema di qualificazione SOA, in particolare riguardo al requisito dell’organico qualificato necessario per ottenere l’attestazione.

Al centro delle verifiche vi è l’obbligo, previsto dal Codice dei contratti pubblici, di disporre stabilmente di operai specializzati muniti di patentino. Secondo ANAC, alcune imprese avrebbero aggirato la norma assumendo temporaneamente personale qualificato solo per il tempo necessario a conseguire la certificazione, interrompendo poi il rapporto di lavoro subito dopo. Un comportamento formalmente lecito ma, per l’Autorità, sostanzialmente distorsivo, perché altera la concorrenza e mina l’affidabilità tecnico-organizzativa degli operatori.

I primi esiti delle verifiche hanno già portato a provvedimenti significativi: annotazioni nel Casellario Informatico e decadenza delle attestazioni SOA, anche in casi in cui le imprese erano già titolari di appalti pubblici. Un elemento cruciale sottolineato da ANAC è il principio della continuità dei requisiti: questi devono essere posseduti non solo al momento della partecipazione alla gara, ma per tutta la durata della procedura e dell’esecuzione del contratto.

L’Autorità collega tale principio alla qualità delle opere e alla sicurezza nei cantieri. La mancanza di personale qualificato può infatti compromettere sia l’esecuzione tecnica sia la tutela dei lavoratori, soprattutto in ambiti ad alta specializzazione come fondazioni e interventi geotecnici. Da qui il richiamo alle stazioni appaltanti, chiamate a esercitare controlli più rigorosi e tempestivi sull’effettiva adeguatezza dell’organico delle imprese.
Sulla vicenda è intervenuta anche UnionSOA, che pur condividendo l’obiettivo di contrastare le irregolarità, critica l’assenza di una disciplina chiara sul mantenimento continuo dei requisiti.

L’associazione evidenzia come la normativa vigente imponga la verifica al momento del rilascio dell’attestazione, senza definire esplicitamente obblighi di permanenza nel tempo. Da qui la richiesta di regole più precise e di un confronto tecnico con ANAC per stabilire modalità e tempi di monitoraggio. UnionSOA sottolinea inoltre i limiti operativi delle SOA, che non dispongono di strumenti normativi per un controllo costante, e richiama il tema della sostenibilità per le imprese, per le quali non sempre è possibile mantenere stabilmente personale altamente specializzato in assenza di commesse specifiche. L’associazione propone quindi un intervento legislativo e l’istituzione di un tavolo tecnico permanente.

Di segno opposto la posizione dell’AIF, che rappresenta le imprese specializzate del settore e sostiene con decisione l’azione dell’ANAC. L’associazione ribadisce l’importanza di una qualificazione rigorosa e continua, fondata sulla presenza stabile di personale qualificato, considerata essenziale per garantire sicurezza, qualità delle lavorazioni e corretto funzionamento del mercato. Il confronto tra Autorità, organismi di attestazione e imprese evidenzia così un nodo ancora aperto: la necessità di bilanciare rigore nei controlli, chiarezza normativa e sostenibilità operativa, per assicurare un sistema di qualificazione realmente efficace e trasparente nel settore delle opere pubbliche.

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