mercoledì, Febbraio 18, 2026

Bauer Cube System: tecnologia containerizzata per diaframmi a 30 metri di profondità

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La crescente popolazione nelle città di tutto il mondo sta esercitando una pressione sempre maggiore sullo spazio urbano. A livello globale, le aree urbanizzate si trovano ad affrontare il compito rilevante di accogliere l’aumento demografico, richiedendo al contempo maggiori spazi aperti per migliorare le condizioni di vita nei centri urbani. Esiste tuttavia un problema fondamentale: gran parte dello spazio disponibile è già occupato da strutture in superficie, e l’impatto generato dai metodi costruttivi tradizionali diventa sempre più difficile da giustificare.

Per rispondere a questa esigenza, è stato sviluppato un sistema innovativo denominato Cube System, realizzato grazie all’unione del genio di due player globali leader del calibro di Denys – attore di riferimento in progetti di costruzione complessi e opere infrastrutturali in Europa e Africa – e Bauer Maschinen GmbH. In questo articolo vedremo come questo sistema può essere impiegato per trasformare il modo di costruire in ambito urbano. Intanto, capiamo di cosa si tratta.

Tecnologia future-proof

Il Cube System utilizza una tecnologia di diaframmi plastici basata sull’idrofresa di Bauer Maschinen GmbH per realizzare paratie continue a partire da spazi sotterranei con altezza libera ridotta, come microtunnel con diametro di 4 m, gallerie di 3 × 3 m o qualsiasi altro ambiente caratterizzato da limitato franco operativo. La macchina, con dimensioni pari a 2,9 × 2,4 × 18 m, è costituita da quattro container high cube. Con questo sistema è possibile realizzare diaframmi fino a 40 m di profondità e 1,2 m di spessore.

In aggiunta, è stata sviluppata un’unità supplementare per facilitare le operazioni di posa delle armature e di getto del calcestruzzo. Questa tecnica può essere applicata a diverse tipologie progettuali, tra cui la costruzione di stazioni ferroviarie sotterranee, parcheggi interrati, l’estensione di edifici con nuovi livelli ipogei o la realizzazione di autorimesse sotterranee.

Il Cube System nel progetto infrastrutturale dell’Oosterweel Link ad Anversa

L’impiego operativo del Cube System trova una concreta applicazione nel progetto infrastrutturale dell’Oosterweel Link ad Anversa, uno degli interventi più rilevanti attualmente in corso in Belgio. L’opera, destinata a completare dopo oltre sessant’anni l’anello autostradale della città, mira a migliorare la fluidità del traffico, ridurre la congestione del Kennedy Tunnel e incrementare la sicurezza della rete viaria urbana. Il progetto si inserisce nel più ampio programma “De Grote Verbinding”, finalizzato alla riorganizzazione della mobilità nell’area metropolitana della città belga bagnata dal fiume Schelda attraverso la realizzazione di nuovi collegamenti, in gran parte sotterranei, e la creazione in superficie di spazi verdi e infrastrutture dedicate alla mobilità dolce.

In questo contesto, una delle applicazioni tecnicamente più significative riguarda il tratto di Groenendaallaan, dove le lavorazioni prevedono l’abbassamento e la copertura di sezioni stradali esistenti, comprese rampe di accesso e svincoli. La realizzazione dei diaframmi avviene in questo caso in condizioni operative particolarmente vincolanti: i lavori devono essere eseguiti al di sotto di un ponte esistente, con uno spazio di lavoro estremamente ridotto, caratterizzato da un’altezza libera di circa 4,8 m e una larghezza di circa 5 m. A queste criticità geometriche si aggiunge la presenza di piste ciclabili su entrambi i lati dell’area di intervento, che devono rimanere operative durante le lavorazioni, e un livello di falda situato appena sotto il piano campagna, condizione che richiede articolate misure di drenaggio e impermeabilizzazione.

È proprio in questo scenario che il Bauer Cube System viene impiegato per la costruzione dei diaframmi profondi fino a 30 m e con spessore di 1 m. Le attività in cantiere sono affidate a Future Foundations, società del gruppo Denys specializzata nelle tecniche di fondazione e nelle opere sotterranee complesse, in collaborazione con il partner I.CO.P. L’applicazione rappresenta una delle prime implementazioni operative del sistema in un contesto infrastrutturale reale caratterizzato da vincoli logistici e strutturali particolarmente stringenti.

Nel sistema, tutti i componenti sono progettati per essere trasportati all’interno di container standard high-cube, eliminando la necessità di trasporti eccezionali complessi e semplificando in modo significativo la logistica di cantiere. Il sistema può essere alimentato tramite power pack diesel HD-1400 oppure tramite unità elettrica HE-1400, soluzione che rappresenta un vantaggio rilevante nei contesti urbani caratterizzati da restrizioni emissive.

Grazie alla configurazione compatta, il Cube System può operare in situazioni in cui le idrofrese tradizionali non risultano utilizzabili a causa della presenza di strutture esistenti, limitazioni di altezza o interferenze infrastrutturali. Oltre alle applicazioni a cielo aperto, il sistema consente interventi direttamente all’interno di gallerie esistenti o sotto infrastrutture di trasporto, come nel caso della realizzazione di stazioni metropolitane, senza richiedere interventi invasivi in superficie.

“Il progetto Groenendaallaan dimostra chiaramente dove risiede il valore aggiunto del nostro sistema – spiega Christian Riedl, Senior Product Manager Diaphragm Wall Technology di Bauer Maschinen GmbH – Quando si combinano altezza libera limitata e strutture esistenti, i sistemi di scavo tradizionali raggiungono rapidamente i propri limiti. In passato si doveva spesso ricorrere a metodi costruttivi alternativi, anche quando il diaframma sarebbe stato la soluzione ideale. Il Bauer Cube System è stato sviluppato esattamente per queste situazioni”.

Nel quadro complessivo dell’Oosterweel Link, il tratto Groenendaallaan rappresenta quindi un caso emblematico dell’evoluzione delle tecnologie di fondazione verso sistemi più compatti, modulari e adattabili ai contesti urbani complessi. L’intervento infrastrutturale comprende inoltre tre opere principali: il nuovo tunnel sotto la Schelda, lungo circa 1,8 km e dotato di tre corsie per senso di marcia oltre a un tubo ciclabile dedicato, i Canal Tunnels, che attraversano il Canale Albert con quattro canne sovrapposte su due livelli e l’Oosterweel Interchange, nodo di connessione tra tunnel, anello autostradale e area portuale, realizzato in gran parte in sotterraneo.

Il completamento delle opere è previsto nell’arco di diversi anni, con l’apertura al traffico ciclabile del collegamento in programma intorno al 2028 e la piena operatività per il traffico veicolare prevista intorno al 2030.

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