lunedì, Gennaio 30, 2023

Perforazione pozzi, è record nel bresciano

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La disperata corsa alle ultime scorte acquifere nell’estate infernale 2022 si specchia anche nelle domande presentate al settore Ambiente della Provincia di Brescia per ottenere la “concessione per la derivazione di acque sotterranee da pozzi per l’irrigazione dei campi“; in pratica, il permesso di perforare. Tra nuove istanze e rinnovi, le pratiche hanno superato quota 230 in meno di sette mesi, 40 in più rispetto a tutto il 2021.

Quella del “mutuo soccorso” dei punti di captazione è pratica diffusa nel mondo agricolo, ma la domanda non è mai stata così elevata, soprattutto nel mese di luglio. E anche le quotazioni per le forniture hanno subìto un fisiologico rialzo causa siccità che ha prosciugato i tradizionali serbatoi d’acqua. Ma la prospettiva di dissetare il mais, guadagnando qualche settimana rispetto al raccolto prematuro forzoso e a bassa resa imposto dall’impossibilità di irrigare, spinge gli agricoltori ad accettare il sacrificio. “I pozzi vanno a integrare la mancanza d’acqua: sono di fatto una sorta di pronto soccorso idrico – sottolinea il vicedirettore di Coldiretti Brescia Mauro Belloli – Ma se va avanti così, cominceranno a pescare poco. Le falde si alimentano dall’irrigazione a scorrimento, ma se a Nord della provincia non c’è più irrigazione, anche nella Bassa arriverà sempre meno acqua”.

Le domande di concessione per i pozzi – sia privati che consortili – devono essere integrate da mappali, e l’autorizzazione si basa sul fabbisogno dichiarato, per il quale si paga un canone annuo. Un iter che dovrebbe in qualche modo contrastare le pratiche illegali: le acque, anche quelle sotterranee, sono di proprietà dello Stato, e vendere in qualche modo l’acqua pubblica è reato. “In questo momento in cui manca la risorsa primaria sia dai fiumi che dai fontanili, il pozzo è diventato l’unica risorsa possibile per gli agricoltori – spiega il direttore del Consorzio Oglio Mella, Cesare Dioni – Le difficoltà vere sono i costi di esercizio, perché il prezzo dell’energia è triplicato rispetto a due anni fa. Oggi la fornitura di acqua dai nostri pozzi costa 45 centesimi a kwh, 2 anni fa eravamo fermi a 17 centesimi”.

(sintesi dal portale di informazione bresciaoggi.it)

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