mer | 08 | luglio | 2020

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PETITJEAN (ERA): “CANTIERI E GRANDI OPERE PER LA RIPRESA”

PETITJEAN (ERA): “CANTIERI E GRANDI OPERE PER LA RIPRESA”

La pacatezza e la lucidità di un’analisi realistica e severa può anche portare un messaggio finale di ottimismo a chi ne consideri, sottotraccia, i contenuti più reconditi. L’intervento video, dal lockdown in tempi di Coronavirus, di Michel Petitjean, segretario di ERA (European Rental Association) – organizzato dall’ufficio stampa di Assodimi – ha portato interessanti spunti di riflessione agli osservatori del settore noleggio. Con la vivida consapevolezza, nelle considerazioni finali, di una ripresa che può ridare nuovo vigore al mercato, seguendo la spinta di un rinnovamento anche nelle modalità di offerta del servizio.

Monsieur Petitjean, ci troviamo a tentare una prima lettura degli effetti che la pandemia Covid-19 ha avuto sul noleggio europeo. Quali sono state, secondo lei, le prime conseguenze di questa crisi sanitaria sull’economia del settore?

Le conseguenze dell’epidemia sulle attività di noleggio hanno fatto rilevare senz’altro una differenziazione, in Europa, da regione a regione. Va poi considerato che la situazione di crisi non è stata la stessa per tutte le società di noleggio, ma ha prodotto un impatto più o meno grave a seconda della collocazione sul mercato delle diverse imprese, della tipologia di attività e della differenziazione del parco macchine. C’è stato un trauma dilazionato, a seconda del core business particolare delle società, incentrato sul movimento terra piuttosto che sul lavoro in quota, sulla fornitura di energia in cantiere o sul noleggio di prefabbricati. Riguardo ai servizi veri e propri, pensiamo, ad esempio, alla difficoltà contingente di tutte quelle società di noleggio specializzate in eventi pubblici, di spettacolo o manifestazioni ricreative; per loro, l’impatto attuale e per la prossima stagione estiva è preponderante e notevolissimo.

Considerando le differenze regionali tra i vari paesi europei, che cosa possiamo rilevare allo stato attuale della crisi economica indotta dall’epidemia?

Fondamentalmente, c’è stata una netta divisione tra l’Europa Centrale e il Nord Europa da una parte e l’Europa del Sud dall’altra. Nel secondo blocco includo naturalmente anche paesi primari sotto il profilo economico continentale come la Spagna, l’Italia e la Francia. Per dare un’idea della differenza di impatto prodotta dal lockdown da Covid-19, l’indagine sui volumi di noleggio per macchine e attrezzature, nel mese di aprile – periodo che si identifica con il picco della crisi sanitaria in Europa – ha fatto rilevare un mantenimento solo tra il 15% e il 40% per le attività delle imprese del Sud Europa e una tenuta ben diversa, con una preservazione del fatturato tra il 40% e l’80% per le società del Nord e del Centro Europa. Parlando in generale, oggi tra le principali preoccupazioni di tutte le attività di noleggio, possiamo individuare senz’altro le problematiche contrattuali con i clienti, con la difficoltà di gestione dell’affido di macchine e attrezzature secondo parametri di sicurezza operativa e di correttezza di impiego da parte del cliente finale e il peggioramento della puntualità dei pagamenti, riscontrata soprattutto nell’attività dei noleggiatori del Sud Europa”.

Quale evoluzione prevede per la crisi del settore, nei prossimi mesi?

Questa emergenza produrrà sofferenze per diverse dinamiche che compongono l’economia del noleggio. Creerà senz’altro disoccupazione e metterà in crisi gli aspetti di gestione della salute e della sicurezza sul lavoro, con il conferimento a modalità di smart working, quando sia consentito dall’organizzazione interna delle aziende. Le varie problematiche di gestione dei processi di noleggio produrranno un impatto più notevole nell’ambito più generale dell’industria, piuttosto che nel mero conferimento di macchine e attrezzature in cantiere. Le criticità riguarderanno l’amministrazione documentale e la gestione commerciale delle flotte, con la necessità di accelerare i processi di digitalizzazione delle diverse fasi di lavoro. Potrebbe prodursi, dopo questa crisi, anche uno sviluppo e un maggior impulso all’apertura di nuovi centri noleggio allo scopo di realizzare una maggiore copertura territoriale per favorire la prossimità del servizio ai clienti finali. Tuttavia, per non svilire il contenuto di analisi puntuale della mia disamina, non va dimenticata l’importanza di quello che io chiamo ‘il pane e il burro’ del nostro settore,  ovvero l’industria delle costruzioni”.

Per questo comparto lei vede all’orizzonte ancora motivi di forte preoccupazione?

Prima di tutto è evidente che allo stato attuale ci sono in Europa pochi grandi progetti infrastrutturali, e parlo anche di quelli in corso di predisposizione e delle opere già varate prima dell’inizio della crisi. I paesi che avevano cominciato a trovare un equilibrio e una regolarità nel flusso degli interventi cantierizzati, nei mesi scorsi, oggi si trovano di fronte allo spettro di un’altra ricaduta del mercato che potrebbe prodursi già nel prossimo autunno. Quindi il problema più grande non è quello della liquidità odierna delle aziende di noleggio che comunque hanno lavorato nei mesi di marzo, aprile e maggio, ma la sostenibilità a breve del fatturato in relazione alla ripresa del mercato delle costruzioni nei prossimi 12 o 18 mesi. La grande domanda è se i programmi d’emergenza economica a livello comunitario e dei singoli stati per sostenere e rafforzare l’industria delle grandi opere e dell’edilizia privata, come quella del commercio e dell’indotto che deriva dallo stesso settore delle costruzioni, produrrà effetti decisivi ed efficaci”.

Nell’incertezza di questo momento storico, l’ottimismo può trovare ancora ragion d’essere, guardando al futuro del noleggio europeo?

Certamente, non voglio concludere questa conversazione con parole negative. Io credo che il nostro settore del noleggio abbia ancora un futuro luminoso perché in Europa può contare su realtà imprenditoriali cha hanno fatto della sostenibilità economica e ambientale una bandiera distintiva. Questa stessa crisi potrebbe trasformarsi in nuove opportunità per il nostro noleggio, ad esempio nel seguire con assiduità la strada della diversificazione dei servizi e di una penetrazione ragionata e strategica nei vari segmenti diversificati del mercato”.

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