martedì, Luglio 28, 2026

Tecnologie Eni per il monitoraggio delle fondazioni della Basilica di San Pietro

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Indagare la lunga vita nascosta di un monumento richiede più strumenti e metodologie analitiche – dai rilievi geometrici all’analisi dei materiali, dallo studio delle tecniche edilizie del passato alla diagnosi dei fenomeni di deterioramento, fino all’archeosismologia.

È anche da questa consapevolezza che è nato “Oltre il visibile”, un progetto per la tutela della Basilica di San Pietro condotto nel 2025 da Eni, in qualità di sponsor tecnico, insieme alla Fabbrica di San Pietro, secolare istituzione della Santa Sede alla quale sono state affidate la conservazione, la manutenzione e la fruizione del luogo di culto. Il progetto congiunto si inserisce nel solco di un dialogo avviato più di venti anni fa quando, in occasione del Grande Giubileo del 2000, Eni collaborò al restauro della facciata della Basilica papale. Nel 2023, insieme alla Fabbrica di San Pietro, l’azienda energetica ha poi avviato uno studio tecnico-scientifico sul complesso monumentale, con un duplice obiettivo: da un lato, approfondire la conoscenza delle fondazioni e dei terreni su cui poggia la Basilica; dall’altro, capire come tenerla sotto osservazione nel tempo.


Eni ha messo a disposizione della Basilica di San Pietro le proprie tecnologie più innovative per un’iniziativa che segna una svolta rispetto a indagini condotte in passato: il monitoraggio abbandona l’approccio puntuale o la valutazione su singole porzioni del monumento e diventa areale e integrato, abbracciando l’intera superficie di terreno su cui insiste la costruzione, compresi gli spazi esterni che ne influenzano il comportamento strutturale. Un team multidisciplinare composto da geologi e geofisici di Eni e manager, ingegneri e topografi di EniProgetti – società di ingegneria del gruppo – insieme agli esperti della Fabbrica di San Pietro, ha condotto un lavoro minuzioso di rilievo e misurazione, nel pieno rispetto della vita del complesso e del flusso dei circa ventimila pellegrini che ogni giorno attraversavano la piazza e la casa di Pietro in Vaticano, garantendo piena sicurezza sul lavoro e ordine pubblico. Tecnologie a bassa invasivitàgeofisica, topografia tridimensionale, fotogrammetria da drone – hanno reso osservabili e misurabili fenomeni strutturali normalmente non percepibili.

La metodologia adottata integra tre livelli di indagine in un unico sistema digitale e interattivo: il rilievo geometrico tridimensionale dell’intero complesso, che restituisce il cosiddetto “Digital Twin” del monumento ad alta definizione; lo studio geofisico del sottosuolo, con la sua geologia complessa fatta di terreno alluvionale del Tevere, di falda acquifera e “marne vaticane” (rocce di calcare e argilla); e infine una rete di sensori per il monitoraggio strutturale continuo, con particolare attenzione a facciata, tamburo della Cupola di Michelangelo e altre zone sensibili del complesso, capaci di rilevare spostamenti millimetrici e variazioni di inclinazione nell’ordine del decimillesimo di grado.

Tutti i dati integrati nel modello digitale “a nuvola di punti” della Basilica sono visualizzabili in tempo reale tramite piattaforma WebGIS, con possibilità di interrogazione continua 24 ore su 24, 7 giorni su 7: un’interfaccia intuitiva e sicura per la Fabbrica di San Pietro, un supporto concreto alle decisioni tecniche e scientifiche per la conservazione e la gestione del sito.

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