lunedì, Dicembre 6, 2021

 

GEOTERMIA, SMENTITA L’ATTIVITÀ SISMICA INDOTTA DALLE PERFORAZIONI

Must read

Webuild completa 82% dello scavo del Lotto Mules 2-3 della Galleria di Base del Brennero

La fresa “Serena” ha raggiunto il Brennero , dopo aver scavato oltre 14km di galleria in 3,5 anni di attività. Si conclude così lo...

Primo test per la pala da miniera a batteria Sandvik da 18 t.

Lo stabilimento per la produzione di zinco di Garpenberg di proprietà della Boliden in Svezia diventerà la prima miniera in Europa a testare la...

Da Epiroc il nuovo sistema di perforazione ET51

Il sistema di perforazione con aste tubolari ET51 consente perforazioni più dritte e profonde, migliorando notevolmente la durata. La capacità del sistema di eseguire...

Idrogeno, energia per il futuro dell’industria italiana

Alberto Dossi, presidente dell’associazione H2IT, ci spiega l’importanza strategica di un elemento cardine della transizione ecologica nella vita di tutti i giorni e nell’industria del...

Il progetto europeo Descramble (Drilling in dEep, Super-CRitical AMBients of continentaL Europe), co-finanziato dai fondi Ue di Horizon 2020 e condotto a Larderello, si è concluso nel 2018 ma continua a dare i suoi frutti: esaminando i dati raccolti durante il progetto, infatti, i ricercatori dell’Università di Ginevra – insieme a quelli dell’Ateneo fiorentino e del Cnr – hanno dimostrato che neanche la perforazione di un pozzo geotermico profondo (sono stati raccolti dati fino a 2,9 km nel sottosuolo) in condizioni di temperatura e pressione particolarmente sfidanti ha causato “attività sismica incontrollata”.

Come spiegano dall’Università di Ginevra, la geotermia “è una soluzione efficiente e non inquinante” contro la crisi climatica in corso, ma – come ogni altra fonte energetica, rinnovabile o meno – non è esente da rischi e impatti ambientali: la soluzione sta nel gestire con cura le operazioni geotermiche. Un’affermazione di semplice buon senso che ha assunto una valenza particolare durante il progetto europeo Descramble, che ha tentato di percorrere una strada mai battuta prima: capire come imbrigliare in completa sicurezza i fluidi geotermici quando l’acqua è in uno stato “supercritico” – ovvero dove alcune proprietà fisiche tipiche dello stato gassoso e di quello liquido si accompagnano –, ed è capace di racchiudere un potenziale d’energia pari a 10 volte quello presente nei pozzi geotermici tradizionali. Il giacimento geotermico di Larderello in Toscana – il più antico del mondo – attualmente produce il 10% di tutta l’elettricità geotermica al mondo, e da tempo si ritiene che a circa 3000 metri di profondità si possano trovare fluidi supercritici: “Gli ingegneri hanno cercato dagli anni ’70 di scavare fino a questo famoso livello di 3.000 metri a Larderello, ma non ci sono ancora riusciti”, spiega Riccardo Minetto, ricercatore del dipartimento di Scienze della Terra a Ginevra. Descramble però c’è andato molto vicino. A 2,9 km di profondità, sebbene non siano stati trovati fluidi geotermici d’interesse commerciale, la temperatura ha superato i 500°C e la pressione i 300 bar: la dimostrazione dell’esistenza di condizioni “supercritiche”. Nell’occasione è stato verificato anche l’emergere (o meno) di sismicità indotta dall’attività geotermica, e i risultati dello studio Tectonic and Anthropogenic Microseismic Activity While Drilling Toward Supercritical Conditions in the Larderello‐Travale Geothermal Field, Italy sono stati appena pubblicati sul Journal of Geophysical Research. Per raccogliere i dati i ricercatori dell’Università di Ginevra hanno installato otto stazioni di rilevamento sismico attorno al pozzo entro un raggio di otto chilometri, per misurare l’impatto della perforazione sull’attività sismica: «La buona notizia è che per la prima volta la perforazione alla ricerca di fluidi supercritici ha causato solo un minimo disturbo sismico, e un’impresa in tali condizioni rappresenta un importante segnale del progresso tecnologico raggiunto», spiega Matteo Lupi, docente al dipartimento di Scienze della Terra dell’Università svizzera, dopo che il suo team ha utilizzato i dati raccolti per distinguere la sismicità naturale dagli eventi “molto deboli” causati dalla perforazione.

(Fonte: greenreport.it)

More articles

Latest article

Webuild completa 82% dello scavo del Lotto Mules 2-3 della Galleria di Base del Brennero

La fresa “Serena” ha raggiunto il Brennero , dopo aver scavato oltre 14km di galleria in 3,5 anni di attività. Si conclude così lo...

Primo test per la pala da miniera a batteria Sandvik da 18 t.

Lo stabilimento per la produzione di zinco di Garpenberg di proprietà della Boliden in Svezia diventerà la prima miniera in Europa a testare la...

Da Epiroc il nuovo sistema di perforazione ET51

Il sistema di perforazione con aste tubolari ET51 consente perforazioni più dritte e profonde, migliorando notevolmente la durata. La capacità del sistema di eseguire...

Idrogeno, energia per il futuro dell’industria italiana

Alberto Dossi, presidente dell’associazione H2IT, ci spiega l’importanza strategica di un elemento cardine della transizione ecologica nella vita di tutti i giorni e nell’industria del...

Truck of the Year 2022, il trionfo di DAF

La nuova generazione di veicoli industriali DAF per il trasporto su lungo raggio è stata insignita del titolo “International Truck of the Year 2022“. “I modelli XF,...