Il contenuto del messaggio lanciato dalla Villa Bertelli di Forte dei Marmi sta tutto nel titolo del Secondo Convegno sul Rischio Idrogeologico: “Il futuro è nelle nostre mani” (Azioni e strategie per la tutela del territorio). L’evento organizzato venerdì scorso, 12 giugno, nella cittadina balneare della Versilia, da ANCE Toscana (con le sezioni – con la partecipazione dell’AIF, l’Associazione Imprese Fondazioni – ha portato al tavolo dei relatori – e nella tavola rotonda di discussione successiva alle relazioni congressuali – un forte messaggio di responsabilità istituzionale e tecnologica.

Moderato dal giornalista Enrico Salvadori, il convegno toscano – che ha visto la partecipazione, tra le altre personalità politiche intervenute, dell’onorevole Erica Mazzetti, deputato e membro della commissione VIII Ambiente-Territorio-Lavori pubblici, e del presidente di ANCE Toscana Costa, Werther Cacciatori – ha rivelato innanzitutto la presenza e il valore di strumenti di alto profilo tecnico per la prevenzione del rischio idrogeologico dei territori. Ne hanno esposto le prerogative e i progressi Leonardo Disperati dell’Universita di Siena (Dipartimento di Scienze
Fisicne della Terra e dell’Ambiente) – parlando della cartografia geotematica per la valutazione della suscettibilità da frane superficiall pluvio-indotte – e Guido Lavorini, responsabile del Progetto Carg in Toscana e delle Banche Dati geologiche e geotematiche regionali, con il terzo intervento analitico affidato a Carlo Brandini (Lamma) sul cambiamento climatico e gli effetti sulla costa toscana. Il professor Disperati ha evidenziato, nel corso del proprio intervento, come “la Toscana settentrionale, in particolare il versante tirrenico dell’area apuana, sia esposta a frequenti e diffusi fenomeni franosi indotti dalle precipitazioni intense. L’utilità di disporre di cartografie di suscettibilità regionalizzata risulta, così, fondamentale per individuare in anticipo le aree più propense allo sviluppo di nuove frane”.

L’importanza delle azioni data-driven a scopo preventivo per la tutela del territorio da venti estremi e derivati dal dissesto idrogeologico ha trovato un eco normativo e procedurale negli interventi della tavola rotonda, a cura di Enzo Di Carlo (responsabile dei settori Genio Civile Valdarno e Genio Civile Toscana Nord), Dino Sodini (presidente del Consorzio 1 Toscana Nord), Rossano Massai (presidente di ANCE Toscana), e – con impeto di forte stimolo alle istituzioni – di Gabriele Graziani, presidente dell’AIF, e Michele Silicani di Sustainable Engineering. Certezza e semplificazione delle procedure, continuità delle risorse finanziarie e una visione di lungo periodo che superi la frammentazione degli interventi, nel coordinamento puntuale tra enti territoriali, governo centrale e imprese coinvolte, hanno costituito alcuni dei punti fermi del dibattito, con un appello importante lanciato da Graziani a favore del coinvolgimento diretto delle imprese di fondazioni speciali “nel cuore dei progetti e non a margine. Negli appalti pubblici di lavori, le nostre imprese di fondazioni speciali devono possedere precisi requisiti di qualificazione e capacità tecnico-professionale. Devono essere in regola con l’attestazione SOA obbligatoria, in riferimento alla categoria OS21 (opere strutturali speciali), devono dimostrare idoneità professionale, capacità economica e finanziaria e adeguate dotazioni tecniche, con un fatturato specifico e un’esperienza pregressa, compresa la dotazione di personale e macchinari. Perché, allora, è preclusa a queste imprese la strada degli appalti autonomi, con opportune qualificazioni e tutele, nel riconoscimento del loro ruolo fondamentale nell’esecuzione di opere ad alta complessità, come quelle di cui stiamo parlando oggi, in difesa di territori sensibili che richiedono, negli interventi, progettualità e competenze di alto valore tecnico che solo le imprese di fondazioni speciali, spesso, sono in grado di fornire sul campo?”.





La partecipazione al Secondo Convegno sul Rischio Idrogeologico di ANCE Toscana ha ottenuto un’ampia adesione, confermando il valore dell’iniziativa a favore del dialogo tra istituzioni, tecnici e imprese, allo scopo di mettere in campo progetti strutturali e continuativi a risoluzione e mitigazione delle criticità di un territorio, come quello della costa toscana e della provincia di Massa-Carrara, fortemente esposto a fattori di rischio naturale. “La tutela del nostro ambiente è una questione trasversale che riguarda la sicurezza dei cittadini, la continuità produttiva e la competitività dei nostri territori – ha confermato Werther Cacciatori – Di fronte ai cambiamenti climatici e a eventi meteorologici sempre più intensi, non possiamo limitarci alla gestione dell’emergenza. È necessario un cambio di paradigma che metta al centro la prevenzione, la programmazione e una manutenzione costante e responsabile”.















