gio | 12 | settembre | 2019

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CRISI TREVI, ACCORDO IN VISTA TRA LA FAMIGLIA TREVISANI E IL CDA

CRISI TREVI, ACCORDO IN VISTA TRA LA FAMIGLIA TREVISANI E IL CDA

Lo scorso 22 agosto i vertici di Trevi Group hanno diffuso una comunicazione dove si rileva che il Consiglio di amministrazione ha preso atto della comunicazione pervenuta dai membri della famiglia Trevisani, in proprio e nella qualità di azionisti indiretti del socio Trevi Holding SE, con la quale la famiglia ha presentato un’ipotesi di adesione agli accordi sottoscritti lo scorso 5 agosto per la realizzazione della manovra necessaria al riequilibrio della situazione finanziaria. Constestualmente la famiglia ha presentato una proposta di “risoluzione dei contrasti e delle controversie giudiziarie nel frattempo insorte, subordinatamente all’accettazione di alcune condizioni e previa assunzione adozione e/o rilascio di ogni determinazione, atto e/o autorizzazione necessari a renderle legittime nel contesto della procedura di concordato preventivo di THSE”. Il Cda di Trefin “ha valutato positivamente l’iniziativa e dato mandato al CRO Sergio Iasi per le opportune valutazioni e per approfondirne le concrete possibilità di realizzazione”. Di seguito, pubblichiamola nota diffusa giovedì scorso: “In data odierna si è riunito il consiglio di amministrazione di Trevi – Finanziaria Industriale S.p.A. (‘Trevifin’ o la ‘Società’) per prendere atto della comunicazione pervenuta dai membri della Famiglia Trevisani, in proprio e nella qualità di azionisti indiretti del socio Trevi Holding SE (‘THSE’), con la quale gli stessi hanno presentato un’ipotesi di adesione agli accordi sottoscritti in data 5 agosto 2019 per la realizzazione della manovra finanziaria (si veda il comunicato stampa pubblicato in data 6 agosto 2019, disponibile sul sito internet della Società all’indirizzo www.trevifin.com, sezione ‘Investors Relation/Comunicati Stampa’), nonché di risoluzione dei contrasti e delle controversie giudiziarie nel frattempo insorte, subordinatamente all’accettazione di alcune condizioni e previa assunzione adozione e/o rilascio di ogni determinazione, atto e/o autorizzazione necessari a renderle legittime nel contesto della procedura di concordato preventivo di THSE. Il consiglio di amministrazione della Società ha valutato positivamente l’iniziativa e dato mandato al CRO Sergio Iasi per le opportune valutazioni e per approfondirne le concrete possibilità di realizzazione, ai fini di una eventuale successiva sottoposizione di una proposta definitiva al consiglio stesso. La Società conferma, inoltre, che l’Accordo di Ristrutturazione di cui al sopra richiamato comunicato stampa pubblicato in data 6 agosto 2019, è stato depositato l’8 agosto scorso presso il Tribunale di Forlì competente per l’omologazione ai sensi dell’articolo 182 bis della legge fallimentare”.

Trevi ha chiuso il 2018 con ricavi in calo rispetto al 2017 a 618,1 milioni di euro, un ebitda di 50,1 milioni e un debito finanziario netto di 692,6 milioni di euro. La manovra finanziaria di Trevi prevede un accordo di ristrutturazione del debito – che ha sfiorato i 400 milioni di euro al 30 giugno scorso -, un impegno delle banche a sottoscrivere azioni ordinarie della società nell’ambito dell’aumento di capitale tramite compensazione dei crediti per un importo massimo di 284,1 milioni di euro, secondo un rapporto di conversione pari a 4,5:1. A seguito: un accordo di investimento con cui gli attuali azionisti di Trevi FSI Investimenti Spa (controllata da Cdp Equity e che oggi detiene il 16,85% di Trevifin) e il fondo di investimento Usa Polaris Capital Management (che detiene il 10% di Trevifin) si impegnano a sottoscrivere 77,5 milioni dell’aumento di capitale in opzione per 130 milioni; impegni di lock-up legati alle azioni sottoscritte per i 12 mesi successivi alla loro sottoscrizione e la possibilità per il socio Trevi Holding di aderire all’accordo dopo la data di sottoscrizione;
infine, la concessione da parte di alcune banche di nuova finanza a Trevi e Soilmec per far fronte alle esigenze di liquidità del Gruppo Trevi per un massimo di 41 milioni di euro, di cui 12 messi a disposizione prima dell’omologa dell’accordo di ristrutturazione.
Intanto Trevifin ha confermato che l’accordo di ristrutturazione è stato depositato l’8 agosto scorso presso il Tribunale di Forlì competente per l’omologazione ai sensi dell’articolo 182 bis della legge fallimentare.

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