martedì, Giugno 18, 2024

Da Schrobenhausen, l’In-House delle grandi novità Bauer

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Dalle perforatrici da palo agli impianti di dissabbiamento, dalle frese alle macchine da palancole, dalle tralicciate ai sistemi automatici e di sicurezza. Come sempre il Bauer In-House di Schrobenhausen – nel quartiere generale di Bauer Maschinen, in Germania – è stato contrassegnato da un compendio di tecnologia che ha conquistato gli oltre 1.500 operatori del settore provenienti da tutto il mondo.

Andrea Ruggero, direttore commerciale di Bauer Macchine Italia ci conduce alla scoperta delle tante novità esposte, con un occhio di riguardo per le macchine e le tecnologie più adatte al mercato della nostra Penisola.

Un piazzale pieno di meraviglie La sede di Schrobenhausen ha svolto la funzione di autentica agorà delle fondazioni speciali, in cui sono state esposte un gran numero di novità, accompagnate da alcuni dei best seller dei differenti marchi che compongono il poliedrico mondo di Bauer Group.
Tra le novità più apprezzate il BE600, un impianto di ultima generazione progettato da Bauer MAT che durante la manifestazione ha raccolto tanto interesse. “Di fatto – ci spiega Andrea Ruggero – il BE600 è un impianto di dissabbiamento composto da due BE300 che costituisce il primo impianto di dissabbiamento a doppio stadio containerizzato. All’interno dello stesso ciclo chiuso, si ha sia la fase di dissabbiamento sia quella di desilterizzazione, che permette la rimozione di tutto il materiale più fino. Questa soluzione fa sì che dall’impianto containerizzato esca un fluido ripulito fino a 30 micron; mentre l’eventuale rimozione dell’argilla, l’ultimo elemento fino che resta, verrà successivamente eliminata con eventuale centrifuga. Notevoli i vantaggi ottenuti con questo impianto. Prima di tutto i vasconi sottostanti ai due BE300, avendo rimosso la sabbia e il limo, non necessitano di agitatore. In secondo luogo, non ci sono rilanci intermedi né pompe, perché la doppia fase è in un circuito chiuso, il che presuppone la presenza di un solo tubo che dallo scavo va all’impianto e di due uscite dai vasconi stessi. Tutto ciò si traduce in un’estrema compattezza: quattro container accoppiati a due a due collegati da un vaglio grossolano che funge da collettore. Questa struttura semplifica e rende più economici i trasporti perché offre la possibilità di utilizzare normali bilici, per i quali non servono permessi. E per montare l’intero impianto sono sufficienti solo due persone e 10 ore di lavoro”.


Accanto alla perforatrice BG33H elettrica, già esposta allo scorso Bauma e forse un po’ prematura per il mercato italiano, il piazzale di Schrobenhausen ha tenuto a battesimo il BCS185, un nuovo sistema idrofresa allestito su una macchina base cingolata, con antenna scatolare dedicata alla fresa e ottimizzata in ogni sua parte per raggiungere profondità fino a 90 m. “Questa macchina, che al pari dell’impianto MAT è perfetta per il mercato italiano – riprende l’ingegner Ruggero – Non solo ha tutte le prestazioni di una normale idrofresa Bauer, ma essendo una macchina dedicata, è più economica del 20% rispetto ai sistemi tralicciati standard. Avendo esclusivamente componenti dedicati al sistema fresa risulta meno onerosa a livello di trasporti ed è più semplice e veloce in fase di montaggio e smontaggio. Inoltre, risulta poco ingombrante in cantiere e quindi ideale in caso di spazi confinati”.
Sul versante Klemm sono state esposte varie macchine elettrificate e l’ultimo modello per la geotermia, la KR805 3GW, decisamente interessante per il mercato europeo. L’impianto MAT e la BCS185 saranno disponibili per il mercato italiano a partire dal 2024 e certamente il BE600 sarà esposto da Bauer Macchine Italia al prossimo Geofluid di Piacenza.

Nel campo prove di Aresing Ad Aresing, dove è ubicata la produzione Bauer, è stata allestita un’enorme area-demo dove sono state presentate tantissime novità, tra le quali la BF15. “Questa macchina è stata appositamente costruita per la realizzazione di colonne in ghiaia fino a 15 m di profondità, presenta l’ago vibrante su slitta e la vibrosostituzione bottom feed, che prevede l’alimentazione della ghiaia da sotto, direttamente con l’ago direttamente. I 15 m di profondità per questa tipologia di macchine sono un vero record mai raggiunto da nessun costruttore e rappresentano un target molto interessante per il mercato italiano dove, in genere, non si riescono a fare più di 10-12 m. A livello di diametri la BF15 può affrontare tranquillamente colonne in ghiaia da 500 a 800 mm”.
Per quanto concerne le macchine per l’infissione palancole con vibrazione, le RG, è stato presentato un radiocomando che, abbinato con il rinnovato sistema di montaggio macchina, consente all’operatore di assemblare la macchina in modo autonomo e, soprattutto, di controllarla da terra. Questa soluzione permette di operare fronte area di infissione e di gestire il tutto con un semplice radiocomando, fatta eccezione per il collegamento della palancola con le catene. Quindi un solo operatore può gestire l’intero cantiere.
Con un occhio molto attento alla sicurezza, per quanto concerne le macchine da pali è decisamente interessante il nuovo Stability Plus: un assistente alla perforazione che, in base ai tubi di rivestimento e al modello di macchina, regola in automatico la rotazione della torretta, assistendo l’operatore in tutte le movimentazioni ed evitando la possibilità di ribaltamento.


“Tante le novità legate ai diaframmi e alle macchine tralicciate – riprende il direttore commerciale di Bauer Macchine Italia – Per gli escavatori tralicciati MC abbiamo i nuovi assistenti semi-automatici che permettono di operare una benna meccanica a fune sospesa senza utilizzare i pedali. Questo semplifica enormemente il lavoro dell’operatore, consentendo anche a personale con meno esperienza di utilizzare questa tipologia di macchine con più facilità. Molto interessante anche la nuova GB50 con testa ribassata che offre un ingombro di soli 6 m di altezza in fase di scavo. La macchina è stata presentata con una benna dedicata che presenta lo stesso ingombro sia in apertura sia in chiusura. Sempre in tema tralicciati, ecco anche il Super Reach dedicato ai pali trivellati. Con questo sistema la macchina mantiene il traliccio e gli argani che vengono utilizzati per far salire e scendere l’asta kelly, ma alla base viene montato un telaio aggiuntivo dotato di rotary e di sistema di tirospinta su cilindri, che permette sia l’utilizzo della coppia della rotary sia il sistema di tirospinta. La denominazione Super Reach si deve alla possibilità di eseguire pali con uno sbraccio fino a 13 m dalla cabina, una soluzione particolarmente interessante in caso di lavori portuali. In queste situazioni è infatti complicato arrivare alla zona di scavo e sovente si utilizzano pontoni, con tutte le problematiche e i costi che ne conseguono. Il Super Reach invece permette di lavorare comodamente dalla cabina”.

La rivoluzione per le frese Bauer ha sviluppato un innovativo sistema, denominato EcoCutter, da applicare al modulo fresa. Si tratta di una sezione aggiuntiva, installata fra il corpo della fresa e il basamento con i motoriduttori che, utilizzando una coppia di cilindri espulsori che lavorano perpendicolarmente all’asse della fresa e una coppia di cilindri che lavorano lungo il corpo fresa, permettono l’utilizzo di quattro inserti antiusura seghettati in caso si debba agire con maggior forza in presenza di rocce o strati particolarmente duri.
La soluzione è particolarmente interessante perché consente non solo di spingere con grande forza, ma anche di tirare, senza il rischio di lasciare l’attrezzatura nel terreno. L’EcoCutter è in fase di test, ma è molto probabile che sarà disponibile già a partire dai primi mesi del prossimo anno. Inoltre si tratta di una soluzione particolarmente appetibile in quanto potrà essere installata anche in post-vendita e su frese non di ultimissima generazione.

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