mercoledì, Luglio 24, 2024

Estrazione mineraria, l’Italia riparte. Alla ricerca delle materie prime critiche

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Con l’approvazione del consiglio dei ministri del Ddl “Materie Prime” si inaugura un programma nazionale di esplorazione per rilanciare il settore minerario italiano, in armonia con gli standard europei

Il Consiglio dei ministri ha approvato ieri il decreto legge sulle materie prime critiche. Il via libera del Cdm accoglie le proposte del ministro delle imprese e del made in Italy, Adolfo Urso e del ministro dell’ambiente e della sicurezza energetica, Gilberto Pichetto. Questo nuovo capitolo risponde all’esigenza di adeguare la normativa nazionale sul settore minerario agli obiettivi e standard europei previsti dal regolamento Critical Raw Materials Act (CRMA), in funzione alle istanze della transizione energetica e digitale.

Questo provvedimento promuove un nuovo approccio di sistema all’approvvigionamento di materie prime critiche e strategiche. Il decreto, infatti, ha come obiettivo, da un lato, quello di analizzare la domanda del Paese grazie ad attività di monitoraggio delle catene di approvvigionamento e dall’altro di incentivare l’offerta di materie prime.

In quest’ottica viene avviato un programma nazionale di esplorazione, vengono semplificate le procedure autorizzative e rafforzato il Fondo Nazionale del Made in Italy. Infine, il decreto si pone l’obiettivo di elaborare sistemi di monitoraggio in caso di perturbazioni dell’approvvigionamento.

Italia materie prime critiche
FONTE E CREDITS: MIMIT.GOV

Vediamo nel dettaglio cosa prevede il decreto

Il decreto ha lo scopo di rilanciare il settore minerario italiano attraverso procedure semplificate per gli iter autorizzativi dei progetti strategici. Come previsto dal CRMA, un progetto per essere definito “strategico” deve essere validato dalla Commissione Europea. Una volta ottenuto il sigillo strategico da parte dell’esecutivo Ue, sarà lo Stato a rilasciare le autorizzazioni necessarie, con tempistiche coerenti e migliorative rispetto a quelle previste nel Regolamento.

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Il testo prevede che spetti allo Stato il rilascio dei titoli abilitativi o autorizzatori. Il MASE è l’amministrazione competente per ogni titolo relativo all’estrazione e alle autorizzazioni al riciclo di materie prime critiche strategiche: le tempistiche per la durata della procedura non possono superare rispettivamente i 18 e 10 mesi. Al MIMIT compete invece la procedura autorizzativa relativa alla trasformazione di materie prime critiche strategiche, per una durata massima di dieci mesi.
Il provvedimento introduce anche un nuovo sistema di “royalties” per le concessioni minerarie di progetti strategici, che saranno corrisposte annualmente in favore dello Stato e della Regione interessata per progetti su terraferma.

Il DL prevede inoltre l’istituzione, presso il Ministero delle imprese e del made in Italy, del Comitato tecnico permanente per le materie prime critiche e strategiche, al quale è affidato il monitoraggio delle catene di approvvigionamento, oltre alla predisposizione di un Piano Nazionale delle materie prime critiche.

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Sono stati individuati, inoltre, tre “punti unici di contatto“. I primi due presso il Ministero dell’ambiente e della sicurezza energetica per la presentazione delle istanze relative a progetti di estrazione e riciclo. Il terzo è istituito presso il Ministero delle imprese e del made in Italy per la presentazione dei progetti strategici aventi a oggetto la trasformazione.

FONTE E CREDITS: MIMIT.GOV

Il Mimit dovrà analizzare i fabbisogni, monitorare le catene del valore ed eseguire eventuali prove di stress. Per farlo, sarà realizzato, in linea con il Regolamento europeo, il Registro nazionale delle aziende e delle catene del valore strategiche con l’obiettivo di individuare le grandi imprese che operano sul territorio nazionale e che utilizzano materie prime strategiche in una serie di settori cruciali relativi alle batterie, agli aeromobili, ai dispositivi elettronici mobili e alle apparecchiature connesse alla robotica, alla produzione di energia rinnovabile e ai semiconduttori.

Nasce infine un Programma di esplorazione nazionale delle materie prime critiche che dovrà essere promosso dall’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale (ISPRA) entro il 24 maggio 2025 e sottoposto a riesame quinquennale come previsto dal Critical Raw Materials Act.

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«Abbiamo finalizzato il fondo strategico del Made in Italy e 1 miliardo di euro come prima dotazione proprio a sviluppare la filiera strategica di estrazione delle materie prime così anche per far nascere un grande attore nazionale, che oggi non abbiamo – ha commentato Urso durante la conferenza stampa al termine del Cdm – in occidente le imprese minerarie significative le hanno gli australiani e i canadesi. Oggi tutti i paesi europei si stanno orientando su questa strada, per non passar dalla subordinazione del carbon fossile russo a una più grave subordinazione alle materie prime critiche e alla tecnologia cinese che oggi detiene quasi il monopolio”.

Leggi tutta la presentazione del decreto legge a questo link dal sito del MIMIT.

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